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Comunicato stampaPubblicato il 9 aprile 2026

Il consigliere federale Beat Jans in visita di lavoro in Belgio: la sicurezza al centro dei colloqui

Anversa, 09.04.2026 — L’8 e il 9 aprile, nel quadro di una visita in Belgio, il consigliere federale Beat Jans ha avuto colloqui con diversi responsabili del settore della sicurezza. Dopo una visita di lavoro al ministro dell’interno belga Bernard Quintin, Jans ha incontrato, tra gli altri, il coordinatore della lotta al terrorismo e all’estremismo e il commissario nazionale belga per le droghe. Il 9 aprile ha visitato il porto di Anversa, dove è stato accolto da rappresentanti delle dogane e delle autorità portuali. In questo viaggio, il Consigliere federale è stato accompagnato dalle consigliere di Stato Stephanie Eymann (BS) e Kathrin Schweizer (BL), che nei rispettivi Cantoni sono responsabili per la sicurezza, nonché dalla direttrice di fedpol Eva Wildi-Cortés e dal direttore dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) Pascal Lüthi.

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I colloqui tra il consigliere federale Beat Jans e il ministro dell’interno Bernard Quintin si sono incentrati sulle sfide nel settore della sicurezza interna. La lotta alla criminalità organizzata, al terrorismo, all’estremismo violento e alla radicalizzazione dei giovani è prioritaria per entrambi i Paesi. Al riguardo il Belgio dispone di esperienze e conoscenze rilevanti anche per la Svizzera. I due ministri hanno pure affrontato il tema dell’incremento della violenza antisemita. In Belgio di recente, il 9 marzo, è stato perpetrato un attentato a una sinagoga.

Il primo giorno della visita Beat Jans ha anche incontrato la signora Ine Van Wymersch, commissario nazionale belga per le droghe. Con lei il Consigliere federale ha discusso, tra l’altro, la strategia contro la criminalità organizzata, i gruppi criminali a monte e l’Alleanza dei porti europei. Sia in Belgio che in Svizzera la criminalità organizzata costituisce un pericolo molto concreto, motivo per cui su mandato del consigliere federale Jans la Confederazione e i Cantoni hanno presentato nel dicembre 2025 una prima strategia nazionale contro la criminalità organizzata. Ai fini della sua attuazione saranno elaborati un Piano d’azione nazionale e proposte di adeguamenti legislativi. In questo contesto le esperienze acquisite dal Belgio possono essere rilevanti per la Svizzera per adottare misure efficaci, in particolare contro il commercio di stupefacenti e il riciclaggio di denaro.

Nell’ambito della lotta al terrorismo il Belgio dispone di un’autorità specifica denominata OCAM (Organe de Coordination pour l’Analyse de la Menace). I colloqui con il direttore dell’OCAM Gert Vercauteren si sono focalizzati sulla lotta al terrorismo, la radicalizzazione dei giovani e le nuove forme di estremismo violento. Per la lotta al terrorismo assumono un’importanza centrale la collaborazione e il sistema d’informazione Schengen (SIS).

Visita al porto

Il secondo giorno la delegazione svizzera ha visitato il porto di Anversa, che costituisce una delle principali porte d’ingresso della cocaina in Europa. Il Belgio affronta le ripercussioni e una crescente presenza della criminalità organizzata adottando riforme del settore della sicurezza e potenziando la cooperazione internazionale. Di recente si sono potuti osservare i primi successi: i quantitativi di cocaina che entrano dal porto di Anversa diminuiscono e gli spacciatori deviano su porti più piccoli. La Svizzera, che con il «Port of Switzerland» (porti sul Reno di Basilea) dispone di importanti porti interni, intende mettere a profitto le esperienze acquisite dal Belgio. Per le due consigliere di Stato di Basilea Città e di Basilea Campagna hanno pertanto avuto particolare rilevanza gli incontri con i vertici del porto di Anversa e con il direttore delle dogane, Kristian Vanderwaeren. Questi ultimi hanno illustrato alla delegazione svizzera le misure adottate dal Belgio, i prossimi passi previsti e l’importanza dell’Alleanza dei porti europei per loro. Il consigliere federale Beat Jans e le due rappresentanti dei Governi basilesi hanno espresso il loro interesse ad aderire all’Alleanza dei porti europei.

Attualmente la Svizzera svolge il ruolo di osservatore presso l’Alleanza dei porti europei e ha istituito una tavola rotonda a cui partecipano rappresentanti dei porti renani di Basilea, di fedpol, dell’UDSC e delle polizie di Basilea Città e Basilea Campagna.

Cooperazione internazionale

I colloqui condotti in Belgio hanno confermato che la cooperazione bilaterale di polizia tra i due Paesi, la collaborazione nello spazio Schengen con l’accesso ai sistemi d’informazione quali il SIS nonché la cooperazione con Europol e INTERPOL sono assolutamente necessarie e contribuiscono a rafforzare la sicurezza interna nello spazio Schengen. Il SIS in particolare, in quanto strumento comune, consente la ricerca di persone segnalate a scopo di arresto, scomparse o ricercate (ad es. testimoni) nonché oggetti (ad es. automobili). In veste di Stato associato a Schengen, la Svizzera ha accesso completo al SIS. Per questi motivi la partecipazione a Schengen e gli Accordi bilaterali tra la Svizzera e l’UE ad essa collegati sono centrali per la sicurezza interna.